Riapertura al capriolo

Riapertura al capriolo

Si informano i soci la caccia al capriolo maschio riaprirà mercoledì 19 agosto, lasciate sdraio ed ombrelloni e ributtiamoci nella natura.

Voci dei boschi parlano di avvistamenti di almeno 3 medaglie ……

Il capriolo è più piccolo cervide europeo ed è chiamato il “folletto del bosco”.

 

E’ un selvatico con la struttura dell’animale ben adattato al salto: le zampe posteriori sono più lunghe e robuste di quelle anteriori e consentono di muoversi tranquillamente in ambienti con fitte boscaglie e fitto sottobosco.

Il mantello dei cuccioli è scuro e pomellato per la presenza di macchie bianche che servono a mimetizzarsi tra i giochi di luci e ombre tipici dei luoghi in cui trovano rifugio. Dopo i primi 2 mesi di vita le macchie scompaiono e il manto diventa simile a quello degli adulti.

In estate è bruno rossiccio, mentre d’inverno il mantello assume una colorazione scura grigio-bruna che contrasta con il cosiddetto “specchio anale” (pelo bianco che ricopre il posteriore dell’animale). La forma dello specchio anale del capriolo è utile per il riconoscimento dei due sessi: nei maschi di capriolo è a forma di rene, con una concavità rivolta verso il basso; nelle femmine è a forma di cuore per la presenza del ciuffo di peli nella zona vulvare, la “falsa coda”.

Il trofeo della caccia al capriolo maschio sono i palchi che, come in tutti i Cervidi, sono portati unicamente dai maschi e sono caduchi (vengono persi e si riformano ogni anno). Sono costituiti da due stanghe ossee di modeste dimensioni, normalmente ramificate in tre punte, e il loro sviluppo dipende anzitutto dallo stato di salute dell’animale e dall’età.

Terminata la stagione degli amori, in ottobre-novembre i palchi vengono persi e ricrescono subito dopo coperti dal “velluto”, il rivestimento cutaneo che li protegge e ne consente l’accrescimento. In marzo-aprile, terminata la crescita dei palchi, il “velluto” non è più necessario e viene dunque rimosso tramite lo sfregamento dell’animale contro i tronchi di piccoli alberi e arbusti.

La stagione degli amori è tra metà luglio e fine agosto. Dopo l’accoppiamento avviene un fenomeno molto particolare e tipico del capriolo, la cosiddetta “diapausa embrionale”: gli ovuli fecondati non iniziano a svilupparsi subito, ma vanno incontro ad un periodo di quiescenza di circa 5 mesi. Solo al termine di questa prima fase inizia la gestazione vera e propria, che si protrae fino a primavera, facendo così coincidere le nascite con la stagione più favorevole.

I parti avvengono tra maggio e giugno, a seconda delle condizioni climatiche e geografiche. I piccoli, solitamente 2 per parto, nelle prime settimane di vita rimangono accovacciati in luoghi riparati e sicuri, ove il mantello pomellato garantisce loro di mimetizzarsi ottimamente. La madre li raggiunge periodicamente per allattarli e solo a circa 3 mesi di vita i piccoli sono in grado di seguirla.

L’habitat perfetto per la caccia al capriolo è caratterizzato dall’alternanza di spazi chiusi ricchi di sottobosco, dove trova rifugio dai predatori, e spazi aperti, in cui ha la possibilità di alimentarsi.
Il capriolo è un ruminante brucatore selettivo: date le modeste dimensioni del suo stomaco in proporzione a quelle corporee, seleziona vegetali particolarmente ricchi di nutrimento, quali gemme, fiori e frutti.

Le sue carni sono dolci e si prestano a una moltitudine di ricette culinarie.

2018-04-23T17:28:27+00:00